Il rischio alluvioni stima quanto spesso l'esondazione di un fiume porta almeno 0,5 m d'acqua al sito, tenendo conto delle difese del territorio. Si usano le mappe delle alluvioni fluviali di WRI Aqueduct (celle di circa 1 km, tempi di ritorno da 2 a 1.000 anni): più spesso arriva l'acqua, più alto il rischio. Le mappe modellano i fiumi con bacini grandi: torrenti e canali piccoli e gli allagamenti da acqua di pioggia non sono compresi, quindi la classe A vuol dire nessuna piena di un fiume grande nelle mappe, non assenza di ogni rischio d'acqua. Le piogge intense hanno un rischio a parte. In Svizzera, nei 15 cantoni che pubblicano le carte dei pericoli con licenza d'uso commerciale, la classe tiene conto anche di quelle, che comprendono torrenti e canali piccoli: vale la più alta tra Aqueduct e la carta cantonale. In Italia la classe tiene conto anche del mosaico nazionale ISPRA delle aree a pericolosità idraulica dei piani di gestione del rischio alluvioni: vale la più alta tra Aqueduct e il mosaico. In Austria la classe tiene conto anche delle aree allagabili ufficiali della direttiva alluvioni (30, 100 e 300 anni): vale la più alta tra Aqueduct e la carta. In Inghilterra la classe tiene conto anche della carta Risk of Flooding from Rivers and Sea dell'Environment Agency, con la probabilità che l'acqua arrivi ad almeno 0,3 m: vale la più alta tra Aqueduct e la carta.
Indicatore. Tempo di ritorno (anni) della prima alluvione che porta 0,5 m d'acqua al sito, tenendo conto delle difese del territorio. È la stessa base dei danni in euro.
Dati. Mappe WRI Aqueduct Floods v2 delle alluvioni fluviali (celle di circa 1 km, 9 tempi di ritorno da 2 a 1.000 anni, clima attuale, simulate senza difese) e standard di protezione FLOPROS (Scussolini et al. 2016). Come indicatori restano gli indici di pioggia estrema Rx1day e Rx5day da CMIP6 (Copernicus CDS): tempo di ritorno del valore dei modelli rispetto al 1850–1970.
Limite: Aqueduct, come le mappe globali del JRC, modella solo i fiumi con bacini grandi (centinaia di km²); torrenti e canali piccoli e gli allagamenti da acqua di pioggia non sono compresi, quindi la classe A non esclude ogni rischio d'acqua al sito.
In Svizzera si usano anche le carte dei pericoli cantonali (modello federale MGDM 166.1 v1.3, scaricate da geodienste.ch) dei 15 cantoni che le pubblicano con licenza d'uso commerciale e con le intensità per scenario: AG, AR, BE, BL, GL, JU, LU, SH, SO, SZ, TG, TI, VS, ZG, ZH. AI, FR e GE pubblicano solo i gradi di pericolo, che non dicono ogni quanti anni arriva l'acqua, e non sono usati. Le carte cantonali comprendono torrenti e canali piccoli, ma solo nelle aree che il cantone ha valutato (in genere le zone costruite).
In Italia si usa anche il mosaico nazionale ISPRA 2020 delle aree a pericolosità idraulica (piattaforma IdroGEO, licenza [CC BY 4.0](CC BY 4.0)), che riunisce le mappe dei piani di gestione del rischio alluvioni dei distretti: scenari di pericolosità elevata (P3), media (P2) e bassa (P1). Dà solo l'estensione delle aree, senza profondità: ogni area allagata conta come dannosa. Metodi e modo di considerare le difese cambiano da distretto a distretto, come dichiara ISPRA. Nel 2020 mancava lo scenario P3 per il territorio dell'ex Autorità di bacino regionale delle Marche, come dichiara ISPRA: lì le aree che si allagano spesso compaiono solo da P2 (100 anni).
In Austria si usano anche le aree allagabili nazionali della direttiva alluvioni consegnate nel 2020 (ministero BMLUK e Umweltbundesamt, servizio INSPIRE, licenza [CC BY 4.0](CC BY 4.0)): scenari di 30 anni (HQ30), 100 (HQ100) e 300 (HQ300). Riuniscono studi di deflusso, piani delle zone di pericolo e la zonazione HORA; la guida del ministero considera HORA un dato meno preciso, e dove manca uno studio alcune aree sono ricavate in modo semplificato (per esempio l'area di 300 anni allargando di 25 m quella di 100). Lo scenario di 300 anni comprende anche il superamento o il cedimento delle difese. Danno solo l'estensione delle aree, senza profondità: ogni area allagata conta come dannosa.
In Inghilterra si usa anche la carta Risk of Flooding from Rivers and Sea dell'Environment Agency (griglia di 2 m, licenza [Open Government Licence v3.0](Open Government Licence v3.0)): per ogni cella la probabilità annua che l'acqua di fiumi e mare arrivi ad almeno 0,2, 0,3, 0,6, 0,9 e 1,2 m, in quattro fasce: alta (almeno 1 su 30), media (da 1 su 30 a 1 su 100), bassa (da 1 su 100 a 1 su 1.000) e molto bassa (meno di 1 su 1.000). Tiene conto delle difese e della probabilità che vengano superate o cedano. Dove l'Environment Agency ha tenuto la versione precedente (griglia di 50 m) le profondità non ci sono: lì la classe legge la fascia di qualunque allagamento (la carta principale) e il valore a 0,6 m non è mostrato. Galles, Scozia e Irlanda del Nord non sono compresi. Contiene informazioni del settore pubblico concesse con la Open Government Licence v3.0. © Environment Agency copyright and/or database right 2025. All rights reserved.
Calcolo.
(1) Si legge la profondità dell'acqua al sito nelle 9 mappe.
(2) Si trova il tempo di ritorno a cui l'acqua arriva a 0,5 m, interpolando tra due mappe sul logaritmo del tempo di ritorno (scelta di xNatura: ThinkHazard! legge solo le mappe di 10, 50 e 1.000 anni).
(3) Un'alluvione più piccola delle difese non arriva: il tempo di ritorno usato è il maggiore tra questo e lo standard di protezione della regione.
(4) La classe è la stessa in tutti gli scenari e anni, perché le mappe sono del clima attuale.
(5) Dove c'è una carta ufficiale si legge, nel punto del sito, il primo tempo di ritorno a cui la carta porta acqua dannosa. La classe è la più alta tra quella di Aqueduct e quella della carta: la carta può solo alzarla. Le carte ufficiali tengono già conto delle difese esistenti, ciascuna a modo suo (vedi Dati), quindi FLOPROS non si applica.
In Svizzera conta un'inondazione di intensità media o forte: almeno 0,5 m d'acqua, oppure velocità per profondità di almeno 0,5 m²/s (classi d'intensità svizzere, Loat e Petrascheck 1997), la stessa soglia di 0,5 m di ThinkHazard!. Scenari della carta: da 5 a 300 anni; lo scenario estremo conta 1.000 anni. Il Vallese pubblica tutti i processi d'acqua insieme (anche colate detritiche ed erosione delle sponde) e si usano così. Quasi tutti i cantoni pubblicano solo gli scenari di 30, 100 e 300 anni (il Ticino anche 5, 10, 20, 50 e 500): lì 30 vuol dire «30 anni o più spesso», e la carta da sola arriva al massimo alla classe C. La carta è letta su una griglia di 5 m in cui una zona di piena conta in ogni cella che tocca, perché le strisce dei torrenti sono spesso più strette di 5 m (scelta di xNatura).
In Italia P3 conta 20 anni e P2 100, i limiti inferiori del D.Lgs. 49/2010 (da 20 a 50 e da 100 a 200 anni). Per P1 il decreto non dà un tempo di ritorno («scarsa probabilità di alluvioni o scenari di eventi estremi») e i distretti usano da poco più di 200 a 500 anni (oltre 200 per l'Arno e i bacini toscani, 300 e 500 nel distretto del Po, 300 nelle Alpi orientali); si usano 300 anni (scelta di xNatura): qualunque valore tra 50 e 1.000 anni dà la stessa classe B. Anche per P3 e P2 alcuni distretti usano tempi di ritorno diversi dal decreto (P3 da 2 a 10 anni in alcune unità del distretto del Po: Po, Reno, bacini romagnoli; P2 da 30 anni in Toscana): lì la carta italiana può dare una classe più bassa di quella del piano. Da sola la carta italiana arriva al massimo alla classe D.
In Austria ogni scenario conta con il suo tempo di ritorno: HQ30 30 anni, HQ100 100, HQ300 300; da sola la carta austriaca arriva al massimo alla classe C.
In Inghilterra la classe legge la fascia dell'acqua di almeno 0,3 m, la profondità pubblicata subito sotto i 0,5 m di Aqueduct e ThinkHazard!: così la carta non dice mai che un sito è più sicuro di quanto direbbe la soglia di 0,5 m (scelta di xNatura). Ogni fascia conta con il tempo di ritorno più lungo: alta 30 anni, media 100, bassa 1.000; quindi 30 vuol dire «30 anni o più spesso» e da sola la carta arriva al massimo alla classe C. La fascia molto bassa non cambia la classe. Accanto si mostra la stessa lettura per 0,6 m.
Le carte di Italia, Austria e Inghilterra sono lette su una griglia di 10 m in cui ogni cella toccata da un'area conta.
Soglie → livello A–F.
Livelli di pericolo di ThinkHazard! (GFDRR) per le alluvioni fluviali: alto se 0,5 m d'acqua arrivano entro 10 anni, medio entro 50, basso entro 1.000, molto basso oltre; tradotti nelle sei classi come per raffiche e neve:
• F: al massimo ogni 3,2 anni
• E: 3,2–10 anni
• D: 10–22,4
• C: 22,4–50
• B: 50–1.000
• A: oltre 1.000 anni, oppure difese di almeno 1.000 anni.
Se le mappe non si possono leggere, la classe torna a quella degli indici di pioggia (versione precedente).
Da fisico a impatto. Il livello fisico (A–F) è combinato con la sensibilità del processo produttivo tramite la matrice di rischio (6 livelli fisici per 5 fasce di sensibilità) → livello di impatto. L'importo in euro di questo rischio è quello descritto nel paragrafo «Danno economico» (Versione 2026): il fattore di danno per classe della Versione 2025 non si usa più per questo rischio.
Danno economico. Oltre alla classe si stima la perdita in euro, come quota del valore dell'asset (valore contabile), con il metodo di WRI Aqueduct Floods (Ward et al. 2020).
• Profondità dell'acqua: mappe WRI Aqueduct Floods v2 delle alluvioni fluviali, celle di circa 1 km, per 9 tempi di ritorno (2, 5, 10, 25, 50, 100, 250, 500 e 1.000 anni), simulate senza difese. Sono mappe del clima attuale, usate per ogni scenario e anno.
• Danno: curve globali profondità-danno del JRC (Huizinga et al. 2017) per edifici industriali e commerciali, quelle del continente del sito (la curva globale dove il continente non ne ha una), moltiplicate per 0,6: il JRC considera il 40% di un edificio non danneggiabile dall'acqua, e qui il valore dell'asset è quello contabile. Senza acqua nessun danno. Uso industriale o commerciale dalle sezioni ISIC dei processi produttivi del sito (sezioni da A a F, cioè agricoltura, estrazione, manifattura, energia, acqua e rifiuti, costruzioni: industriale; da G a U, servizi: commerciale; un sito misto in proporzione ai suoi processi); senza processi metà e metà.
• Protezione: le alluvioni più piccole dello standard di protezione della regione non fanno danni. Standard FLOPROS (Scussolini et al. 2016): livello di progetto, altrimenti normativo, altrimenti modellato; Paesi Bassi 1.000 anni; dove non c'è un valore 2 anni, cioè nessuna difesa.
• Perdita attesa all'anno: area sotto la curva della perdita in funzione della probabilità di superamento, solo per le alluvioni oltre il livello di protezione e fino a quella dei 1.000 anni. Perdita all'alluvione dei 100 anni: 0 se la protezione è di almeno 100 anni. Base: fonte pubblicata.
La classe e l'euro vengono dalle stesse mappe e dalle stesse difese, tranne dove una carta ufficiale alza la classe: l'euro resta quello di Aqueduct (le profondità delle carte ufficiali non sono ancora usate per l'euro), quindi in quel caso la classe può essere alta con perdita zero. La variabile «Fonte della classe alluvioni» dice quale mappa ha deciso la classe.
Fonti.
• [Copernicus Climate Data Store (CDS)](Copernicus Climate Data Store (CDS))
• [Indices for monitoring changes in extremes based on daily temperature and precipitation data](Indices for monitoring changes in extremes based on daily temperature and precipitation data)
• [ETCCDI Climate Change Indices](ETCCDI Climate Change Indices)
• [Handbook of Drought and Flood Indices](Handbook of Drought and Flood Indices)
• [Guidelines on Analysis of Extremes in a Changing Climate in Support of Adaptation to Climate Change](Guidelines on Analysis of Extremes in a Changing Climate in Support of Adaptation to Climate Change)
• [ThinkHazard! methodology report (GFDRR)](ThinkHazard! methodology report (GFDRR))
• [Ward et al. 2020, Aqueduct Floods methodology](Ward et al. 2020, Aqueduct Floods methodology)
• [Huizinga et al. 2017, Global flood depth-damage functions](Huizinga et al. 2017, Global flood depth-damage functions)
• [Scussolini et al. 2016, FLOPROS: an evolving global database of flood protection standards](Scussolini et al. 2016, FLOPROS: an evolving global database of flood protection standards)
• [Cantonal hazard maps, geodienste.ch (MGDM 166.1)](Cantonal hazard maps, geodienste.ch (MGDM 166.1))
• [Loat and Petrascheck 1997, Berücksichtigung der Hochwassergefahren bei raumwirksamen Tätigkeiten](Loat and Petrascheck 1997, Berücksichtigung der Hochwassergefahren bei raumwirksamen Tätigkeiten)
• [ISPRA (2020) Pericolosità e indicatori di rischio alluvioni, piattaforma IdroGEO](ISPRA (2020) Pericolosità e indicatori di rischio alluvioni, piattaforma IdroGEO)
• [Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (2020), Relazione metodologica delle mappe di pericolosità e rischio di alluvione](Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (2020), Relazione metodologica delle mappe di pericolosità e rischio di alluvione)
• [Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, Piano di gestione del rischio di alluvioni 2021-2027](Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, Piano di gestione del rischio di alluvioni 2021-2027)
• [Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Settentrionale, Relazione metodologica delle mappe di pericolosità e rischio di alluvione (II ciclo)](Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Settentrionale, Relazione metodologica delle mappe di pericolosità e rischio di alluvione (II ciclo))
• [BMLUK, Hochwassergefahren- und Hochwasserrisikokarten (Hochwasserrichtlinie)](BMLUK, Hochwassergefahren- und Hochwasserrisikokarten (Hochwasserrichtlinie))
• [BMLUK (2014) Hochwasser-Gefahrenkarten, fachlicher Leitfaden](BMLUK (2014) Hochwasser-Gefahrenkarten, fachlicher Leitfaden)
• [Environment Agency (2025), Risk of Flooding from Rivers and Sea](Environment Agency (2025), Risk of Flooding from Rivers and Sea)
• [Open Government Licence v3.0](Open Government Licence v3.0).
Indicatore. Tempo di ritorno (anni) della prima alluvione che porta 0,5 m d'acqua al sito, tenendo conto delle difese del territorio. È la stessa base dei danni in euro.
Dati. Mappe WRI Aqueduct Floods v2 delle alluvioni fluviali (celle di circa 1 km, 9 tempi di ritorno da 2 a 1.000 anni, clima attuale, simulate senza difese) e standard di protezione FLOPROS (Scussolini et al. 2016). Come indicatori restano gli indici di pioggia estrema Rx1day e Rx5day da CMIP6 (Copernicus CDS): tempo di ritorno del valore dei modelli rispetto al 1850–1970.
Limite: Aqueduct, come le mappe globali del JRC, modella solo i fiumi con bacini grandi (centinaia di km²); torrenti e canali piccoli e gli allagamenti da acqua di pioggia non sono compresi, quindi la classe A non esclude ogni rischio d'acqua al sito.
In Svizzera si usano anche le carte dei pericoli cantonali (modello federale MGDM 166.1 v1.3, scaricate da geodienste.ch) dei 15 cantoni che le pubblicano con licenza d'uso commerciale e con le intensità per scenario: AG, AR, BE, BL, GL, JU, LU, SH, SO, SZ, TG, TI, VS, ZG, ZH. AI, FR e GE pubblicano solo i gradi di pericolo, che non dicono ogni quanti anni arriva l'acqua, e non sono usati. Le carte cantonali comprendono torrenti e canali piccoli, ma solo nelle aree che il cantone ha valutato (in genere le zone costruite).
In Italia si usa anche il mosaico nazionale ISPRA 2020 delle aree a pericolosità idraulica (piattaforma IdroGEO, licenza [CC BY 4.0](CC BY 4.0)), che riunisce le mappe dei piani di gestione del rischio alluvioni dei distretti: scenari di pericolosità elevata (P3), media (P2) e bassa (P1). Dà solo l'estensione delle aree, senza profondità: ogni area allagata conta come dannosa. Metodi e modo di considerare le difese cambiano da distretto a distretto, come dichiara ISPRA. Nel 2020 mancava lo scenario P3 per il territorio dell'ex Autorità di bacino regionale delle Marche, come dichiara ISPRA: lì le aree che si allagano spesso compaiono solo da P2 (100 anni).
In Austria si usano anche le aree allagabili nazionali della direttiva alluvioni consegnate nel 2020 (ministero BMLUK e Umweltbundesamt, servizio INSPIRE, licenza [CC BY 4.0](CC BY 4.0)): scenari di 30 anni (HQ30), 100 (HQ100) e 300 (HQ300). Riuniscono studi di deflusso, piani delle zone di pericolo e la zonazione HORA; la guida del ministero considera HORA un dato meno preciso, e dove manca uno studio alcune aree sono ricavate in modo semplificato (per esempio l'area di 300 anni allargando di 25 m quella di 100). Lo scenario di 300 anni comprende anche il superamento o il cedimento delle difese. Danno solo l'estensione delle aree, senza profondità: ogni area allagata conta come dannosa.
In Inghilterra si usa anche la carta Risk of Flooding from Rivers and Sea dell'Environment Agency (griglia di 2 m, licenza [Open Government Licence v3.0](Open Government Licence v3.0)): per ogni cella la probabilità annua che l'acqua di fiumi e mare arrivi ad almeno 0,2, 0,3, 0,6, 0,9 e 1,2 m, in quattro fasce: alta (almeno 1 su 30), media (da 1 su 30 a 1 su 100), bassa (da 1 su 100 a 1 su 1.000) e molto bassa (meno di 1 su 1.000). Tiene conto delle difese e della probabilità che vengano superate o cedano. Dove l'Environment Agency ha tenuto la versione precedente (griglia di 50 m) le profondità non ci sono: lì la classe legge la fascia di qualunque allagamento (la carta principale) e il valore a 0,6 m non è mostrato. Galles, Scozia e Irlanda del Nord non sono compresi. Contiene informazioni del settore pubblico concesse con la Open Government Licence v3.0. © Environment Agency copyright and/or database right 2025. All rights reserved.
Calcolo.
(1) Si legge la profondità dell'acqua al sito nelle 9 mappe.
(2) Si trova il tempo di ritorno a cui l'acqua arriva a 0,5 m, interpolando tra due mappe sul logaritmo del tempo di ritorno (scelta di xNatura: ThinkHazard! legge solo le mappe di 10, 50 e 1.000 anni).
(3) Un'alluvione più piccola delle difese non arriva: il tempo di ritorno usato è il maggiore tra questo e lo standard di protezione della regione.
(4) La classe è la stessa in tutti gli scenari e anni, perché le mappe sono del clima attuale.
(5) Dove c'è una carta ufficiale si legge, nel punto del sito, il primo tempo di ritorno a cui la carta porta acqua dannosa. La classe è la più alta tra quella di Aqueduct e quella della carta: la carta può solo alzarla. Le carte ufficiali tengono già conto delle difese esistenti, ciascuna a modo suo (vedi Dati), quindi FLOPROS non si applica.
In Svizzera conta un'inondazione di intensità media o forte: almeno 0,5 m d'acqua, oppure velocità per profondità di almeno 0,5 m²/s (classi d'intensità svizzere, Loat e Petrascheck 1997), la stessa soglia di 0,5 m di ThinkHazard!. Scenari della carta: da 5 a 300 anni; lo scenario estremo conta 1.000 anni. Il Vallese pubblica tutti i processi d'acqua insieme (anche colate detritiche ed erosione delle sponde) e si usano così. Quasi tutti i cantoni pubblicano solo gli scenari di 30, 100 e 300 anni (il Ticino anche 5, 10, 20, 50 e 500): lì 30 vuol dire «30 anni o più spesso», e la carta da sola arriva al massimo alla classe C. La carta è letta su una griglia di 5 m in cui una zona di piena conta in ogni cella che tocca, perché le strisce dei torrenti sono spesso più strette di 5 m (scelta di xNatura).
In Italia P3 conta 20 anni e P2 100, i limiti inferiori del D.Lgs. 49/2010 (da 20 a 50 e da 100 a 200 anni). Per P1 il decreto non dà un tempo di ritorno («scarsa probabilità di alluvioni o scenari di eventi estremi») e i distretti usano da poco più di 200 a 500 anni (oltre 200 per l'Arno e i bacini toscani, 300 e 500 nel distretto del Po, 300 nelle Alpi orientali); si usano 300 anni (scelta di xNatura): qualunque valore tra 50 e 1.000 anni dà la stessa classe B. Anche per P3 e P2 alcuni distretti usano tempi di ritorno diversi dal decreto (P3 da 2 a 10 anni in alcune unità del distretto del Po: Po, Reno, bacini romagnoli; P2 da 30 anni in Toscana): lì la carta italiana può dare una classe più bassa di quella del piano. Da sola la carta italiana arriva al massimo alla classe D.
In Austria ogni scenario conta con il suo tempo di ritorno: HQ30 30 anni, HQ100 100, HQ300 300; da sola la carta austriaca arriva al massimo alla classe C.
In Inghilterra la classe legge la fascia dell'acqua di almeno 0,3 m, la profondità pubblicata subito sotto i 0,5 m di Aqueduct e ThinkHazard!: così la carta non dice mai che un sito è più sicuro di quanto direbbe la soglia di 0,5 m (scelta di xNatura). Ogni fascia conta con il tempo di ritorno più lungo: alta 30 anni, media 100, bassa 1.000; quindi 30 vuol dire «30 anni o più spesso» e da sola la carta arriva al massimo alla classe C. La fascia molto bassa non cambia la classe. Accanto si mostra la stessa lettura per 0,6 m.
Le carte di Italia, Austria e Inghilterra sono lette su una griglia di 10 m in cui ogni cella toccata da un'area conta.
Soglie → livello A–F.
Livelli di pericolo di ThinkHazard! (GFDRR) per le alluvioni fluviali: alto se 0,5 m d'acqua arrivano entro 10 anni, medio entro 50, basso entro 1.000, molto basso oltre; tradotti nelle sei classi come per raffiche e neve:
• F: al massimo ogni 3,2 anni
• E: 3,2–10 anni
• D: 10–22,4
• C: 22,4–50
• B: 50–1.000
• A: oltre 1.000 anni, oppure difese di almeno 1.000 anni.
Se le mappe non si possono leggere, la classe torna a quella degli indici di pioggia (versione precedente).
Da fisico a impatto. Il livello fisico (A–F) è combinato con la sensibilità del processo produttivo tramite la matrice di rischio (6 livelli fisici per 5 fasce di sensibilità) → livello di impatto. L'importo in euro di questo rischio è quello descritto nel paragrafo «Danno economico» (Versione 2026): il fattore di danno per classe della Versione 2025 non si usa più per questo rischio.
Danno economico. Oltre alla classe si stima la perdita in euro, come quota del valore dell'asset (valore contabile), con il metodo di WRI Aqueduct Floods (Ward et al. 2020).
• Profondità dell'acqua: mappe WRI Aqueduct Floods v2 delle alluvioni fluviali, celle di circa 1 km, per 9 tempi di ritorno (2, 5, 10, 25, 50, 100, 250, 500 e 1.000 anni), simulate senza difese. Sono mappe del clima attuale, usate per ogni scenario e anno.
• Danno: curve globali profondità-danno del JRC (Huizinga et al. 2017) per edifici industriali e commerciali, quelle del continente del sito (la curva globale dove il continente non ne ha una), moltiplicate per 0,6: il JRC considera il 40% di un edificio non danneggiabile dall'acqua, e qui il valore dell'asset è quello contabile. Senza acqua nessun danno. Uso industriale o commerciale dalle sezioni ISIC dei processi produttivi del sito (sezioni da A a F, cioè agricoltura, estrazione, manifattura, energia, acqua e rifiuti, costruzioni: industriale; da G a U, servizi: commerciale; un sito misto in proporzione ai suoi processi); senza processi metà e metà.
• Protezione: le alluvioni più piccole dello standard di protezione della regione non fanno danni. Standard FLOPROS (Scussolini et al. 2016): livello di progetto, altrimenti normativo, altrimenti modellato; Paesi Bassi 1.000 anni; dove non c'è un valore 2 anni, cioè nessuna difesa.
• Perdita attesa all'anno: area sotto la curva della perdita in funzione della probabilità di superamento, solo per le alluvioni oltre il livello di protezione e fino a quella dei 1.000 anni. Perdita all'alluvione dei 100 anni: 0 se la protezione è di almeno 100 anni. Base: fonte pubblicata.
La classe e l'euro vengono dalle stesse mappe e dalle stesse difese, tranne dove una carta ufficiale alza la classe: l'euro resta quello di Aqueduct (le profondità delle carte ufficiali non sono ancora usate per l'euro), quindi in quel caso la classe può essere alta con perdita zero. La variabile «Fonte della classe alluvioni» dice quale mappa ha deciso la classe.
Fonti.
• [Copernicus Climate Data Store (CDS)](Copernicus Climate Data Store (CDS))
• [Indices for monitoring changes in extremes based on daily temperature and precipitation data](Indices for monitoring changes in extremes based on daily temperature and precipitation data)
• [ETCCDI Climate Change Indices](ETCCDI Climate Change Indices)
• [Handbook of Drought and Flood Indices](Handbook of Drought and Flood Indices)
• [Guidelines on Analysis of Extremes in a Changing Climate in Support of Adaptation to Climate Change](Guidelines on Analysis of Extremes in a Changing Climate in Support of Adaptation to Climate Change)
• [ThinkHazard! methodology report (GFDRR)](ThinkHazard! methodology report (GFDRR))
• [Ward et al. 2020, Aqueduct Floods methodology](Ward et al. 2020, Aqueduct Floods methodology)
• [Huizinga et al. 2017, Global flood depth-damage functions](Huizinga et al. 2017, Global flood depth-damage functions)
• [Scussolini et al. 2016, FLOPROS: an evolving global database of flood protection standards](Scussolini et al. 2016, FLOPROS: an evolving global database of flood protection standards)
• [Cantonal hazard maps, geodienste.ch (MGDM 166.1)](Cantonal hazard maps, geodienste.ch (MGDM 166.1))
• [Loat and Petrascheck 1997, Berücksichtigung der Hochwassergefahren bei raumwirksamen Tätigkeiten](Loat and Petrascheck 1997, Berücksichtigung der Hochwassergefahren bei raumwirksamen Tätigkeiten)
• [ISPRA (2020) Pericolosità e indicatori di rischio alluvioni, piattaforma IdroGEO](ISPRA (2020) Pericolosità e indicatori di rischio alluvioni, piattaforma IdroGEO)
• [Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (2020), Relazione metodologica delle mappe di pericolosità e rischio di alluvione](Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (2020), Relazione metodologica delle mappe di pericolosità e rischio di alluvione)
• [Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, Piano di gestione del rischio di alluvioni 2021-2027](Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, Piano di gestione del rischio di alluvioni 2021-2027)
• [Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Settentrionale, Relazione metodologica delle mappe di pericolosità e rischio di alluvione (II ciclo)](Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Settentrionale, Relazione metodologica delle mappe di pericolosità e rischio di alluvione (II ciclo))
• [BMLUK, Hochwassergefahren- und Hochwasserrisikokarten (Hochwasserrichtlinie)](BMLUK, Hochwassergefahren- und Hochwasserrisikokarten (Hochwasserrichtlinie))
• [BMLUK (2014) Hochwasser-Gefahrenkarten, fachlicher Leitfaden](BMLUK (2014) Hochwasser-Gefahrenkarten, fachlicher Leitfaden)
• [Environment Agency (2025), Risk of Flooding from Rivers and Sea](Environment Agency (2025), Risk of Flooding from Rivers and Sea)
• [Open Government Licence v3.0](Open Government Licence v3.0).